Un nostro “antico” uomo politico inventò una quarantina di anni orsono questa definizione paradossale (come possono convergere due rette parallele?). Tuttavia rende l’idea di più realtà/organizzazioni che tendono unanimemente allo stesso obiettivo. E’ successo a Kisanga. La progressiva acculturazione dei ragazzi innescata dalla Amani school ha fatto emergere la necessità di avere a disposizione anche una scuola secondaria per tutti coloro che, pur volendo studiare, non riescono o non hanno la possibilità di accedere alla scuola di eccellenza a Msolwa (peraltro a numero chiuso), Così i genitori dei ragazzi della valle si sono consorziati ed hanno cominciato a costruire un’altra scuola secondaria a Kisanga. Contrariamente a quanto avviene da noi, il fatto non è stato vissuto come “concorrenza” alla scuola dei missionari di Msolwa, ma come “integrazione”: così la missione degli Stimmatini ha fornito gran parte dei capitali per i materiali, i genitori dei ragazzi hanno fornito mano d’opera gratuita ed un po’ di altri soldi, le suore puffo si sono occupate del supporto organizzativo ed amministrativo ed i funzionari pubblici hanno provveduto al riconoscimento della struttura ed all’assunzione degli insegnanti, previa ispezione ed indicazioni logistiche. Certo, siamo agli inizi:
- manca ancora l’acqua, anche se gli studenti hanno provveduto ad effettuare lo scavo per la conduttura;
- solo tre aule sono ultimate (ne servono altre tre);
- il materiale didattico e di cancelleria e’ pressoché inesistente;
- … e, dulcis in fundo, i soldi sono finiti.
Restano la voglia di collaborare, la grinta del preside (Simon Mkatumamwana) e degli insegnati, la determinazione dei genitori e dei ragazzi, nonché la disponibilità dei Padri Stimmatini locali (David e Michael) e delle suore puffo. E’ un gesto di speranza (in kiswahili “matumaini”) nato dal basso, fortemente creduto ed “autogestito” in cui le varie parti hanno dimostrato di sapersi impegnare per quanto loro possibile. E noi?
