“Non so che volto avesse e neppure come si chiamava” è il primo verso di una vecchia canzone di Guccini… ed altrettanto dicasi dell’uomo di Msowelo che Will & C. hanno dovuto accogliere l’altra notte a Msange, portato in canna di bicicletta dai vicini per una mezza dozzina di chilometri con una ematemesi e melena in corso. Povero, denutrito, stracciato, aveva un fegato ed una milza enormi a detta di Will ed è morto in meno di un’ora senza che si potesse fare nulla… neanche capire le cause esatte dell’emorragia. Sempre in nottata i parenti son tornati a prenderselo per seppellirlo nel paese, trasportando la salma sulla consueta canna di bicicletta. Storia anonima di un anonimo in un Paese anonimo. Perché Will me l’ha raccontata?
